Docento

DOCENTO Docento è entrato nella mia vita il 25 aprile del 2017 ed è stato la coronazione del mio più grande sogno: avere un cavallo tutto mio. Avevo 14 anni e da pochi mesi avevo perso mio padre, ferita e priva i motivazione, questo cavallo altrettanto sofferente e apatico è stato la mia salvezza. All’epoca i miei obiettivi erano molto incentrati sull’agonismo e Docento, che aveva solo 11 anni, aveva un curriculum notevole fino a gare di un metro e 45. Ma mi sono presto resa conto che non era tutto semplice come lo avevo immaginato; il mio cavallo aveva molte ferite fisiche ed emotive che gli impedivano di eseguire i miei desideri anche con tutta la volontà del mondo. A 7 anni aveva consumato tuti gli incisivi a causa del tic d’appoggio, stereotipia causata dal grande stress a cui era sottoposto, che aveva portato anche ad una forte infiammazione della cervicale e a ulcere continue. A 8 anni aveva subito un intervento per rimuovere dei brutti melanomi della pelle e più volte era stato infiltrato per il mal di schiena. Mi ha urlato la sua sofferenza in tutti modi e finalmente un giorno, l’ho sentito. Ho iniziato ad ascoltarlo e da li non ho più smesso. Ho lasciato le gare e mi sono approcciata ad un nuovo modo di vedere i cavalli. Docento è un sella tedesca del 2006 e con l’età il suo stato di artrosi è peggiorato anche nelle articolazioni, in particolare nei garretti. Dopo una meravigliosa prima estate a casa in cui mi ha fatto volare al galoppo e su salti che sempre avevo sognato di fare nei luoghi della mia infanzia, mi sono trovata costretta a diminuire drasticamente il suo lavoro. È un cavallo molto emotivo e sensibile ma anche estremamente curioso ed espressivo. Impossibile annoiarsi con lui! Il sogno della mia vita con Docento non terminerà mai e i suoi insegnamenti sono ogni giorno più preziosi.
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